I Mandibolari alla ricerca del piatto d'oro.
Anno 2005 prima missione; Ovvero: Osteria La Cittadella

Novelli Argonauti guidati in maniera esperta ed attenta dal "Gisone" (nel senso delle ragguardevoli dimensioni ormai raggiunte grazie alla cucina della Marcella) approdiamo, dopo notevoli peripezie alla ricerca del parcheggio impossibile, alla Osteria La Cittadella, via Bissolati 38 Cremona.

Ambiente sobrio e accogliente da Osteria senza "H"; circa 50 coperti distribuiti in diverse sale.

Antipasti: salumi e stuzzicherie;
Di livello i primi (leggermente scarsa la quantità; un altro piatto non avrebbe guastato), troppo variegati i secondi anche se con qualche spunto degno di nota.

Evitati finalmente "pisarei e fasoi" (siamo al di quà del Po), il tris di primi è costituito da: gnocchi ai funghi porcini, tortelli di provolone con porro e pancetta, tagliatelle con salsiccia, trevigiano e noci.
Personalmente ho apprezzato particolarmente il condimento dei tortelli a base di porro e pancetta e mi permetto di suggerire al fratello del "Chiodo" di abbinarci dei tortelli fatti a mano con lo sfoglio sottile tirato al mattarello tipo quello che la nonna Maria fa per la piccola Sofia. Senza segnalazioni di rilievo i gnocchi e tagliatelle.

Curati i secondi che spaziano dallo stinco alla fiorentina attraverso la grigliata mista. C'è anche la possibilità del pesce ma non ne abbiamo approfittato.

Per chiudere ananas, mousse d'arancia e cioccolato, panna cotta, torta al cioccolato e mascarpone tutti nella media.

Veramente ottimo il Nero D'Avola 2002 Cantina D'Angelo Adele in una carta dei vini che richiederebbe qualche inserimento di prestigio. No comment sul Malvasia sfuso che non incontra il gusto personale.

Discreto il rapporto qualità/prezzo finale (circa 28 euro a testa).

Rimane, come impressione negativa, l'irritante lentezza e la scarsa cura del servizio (almeno conoscere i 10 vini proposti nella lista).

Giudizio finale: tornarci fra qualche tempo; siamo sicuri che il Chiodelli saprà dare al locale quella tipicità richiesta oggi dalla ristorazione di un certo livello, sfrondandola da quei piatti che lasciano la sensazione di già visto e provato senza memoria reale di luogo e tempo.

g.b.

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